Fino all’ultimo di ascolto di questo audiolibro, ho incrociato le dita con un mantra: fai che non mi deluda, fai che il finale non mi deluda. E non mi ha delusa. Dopo aver letto sia la saga di Blackwater che “Katie,” posso dire che questo é il mio libro preferito di Michael McDowell. O audiolibro, in questo caso specifico, letto dalla voce precisa di Antonella Civale. Sono rimasta con il fiato sospeso per tutta la storia, sorpresa dai colpi di scena e dalle descrizioni horror e del soprannaturale.
Dall’inizio alla fine, “Luna fredda su Babylon” é una lettura emozionante e cupa, che é riuscita a farmi venire i brividi mentre camminavo sotto il sole estivo della campagna friulana.
La scomparsa della quattordicenne Margaret Larkin apre il romanzo con una scena impossibile da dimenticare, in una notte spaventosa di pioggia e tempesta, sulle sponde fredde e fangose del fiume Styx. La storia parte proprio da lì, da una bicicletta e una ragazzina che non tornano a casa. Non troppo lontano dal ponte sullo Styx, la famiglia di Margaret (la nonna Evelyn e il fratello Jerry) è irrequieta, preoccupata per la piccola di casa che non torna e per il raccolto di mirtilli, ormai distrutto dalla piena.
A Babylon, tutti si conoscono, proprio come a Peyton Place. E la piccola cittadina é circondata da un fiume stizzoso, lambita da acque nere e ferita da pregiudizi e dalla crepa che creano le classi sociali. Mentre inizia prima la ricerca di Margaret e poi l’investigazione per scoprire il suo assassino, si muovono interessi economici, avvocati e Evelyn, che punta subito il dito contro un colpevole: Nathan Redfield, il ricco erede della banca di Babylon. Possibile che il giovane ambizioso, posato e serio sia l’omicida? Perché avrebbe dovuto farlo?
La verità è che l’unica a cercare risposte è proprio la nonna di Margaret, che non si lascia intimidire da niente e da nessuno, che annuncia a alta voce i suoi sospetti, anche a chi non vuole ascoltarla. Una vecchia rotta del dolore, che ha perso la testa, pensano tutti, incluso il nipote Jerry.
L’elemento soprannaturale arriva lentamente nella storia, strisciando senza fare rumore, subdolo e visibile solo a pochi. O solo a uno in tutta Babylon. Le descrizioni di McDowell non sono esagerate, ma sono horror al punto giusto, con una luna gelida e bianca che illumina i passi dell’assassino e un liquido nero e viscido che imbratta le superfici.
Fino all’ultimo, ero preoccupata che il finale mi avrebbe delusa. Le storie di McDowell mi sono sempre piaciute, ma Blackwater mi ha lasciato con l’amaro in bocca perché non ci sono risposte o punti finali, mentre per me la storia di Katie. Invece, se dovessi consigliare un solo libro di Michael McDowell a chi non lo ha mai letto, oggi sceglierei proprio “Luna fredda su Babylon.” Certo, il finale è esplicito. Questo é un vero libro horror, capace di far paura più di tanti film con i loro effetti speciali.
Per chi ama gli audiolibri, la lettura di Antonella Civale è impeccabile e tutte le storie di Micheal McDowell pubblicati da Neri Pozza negli ultimi anni sono disponibili nelle app di audiolibri, manca solo “L’amuleto” (che è anche il romanzo d’esordio dello scrittore americano) che uscirà il 26 settembre 2026. Personalmente, devo ancora ascoltare “Gli aghi d’oro,” un’altra storia dedicata a una famiglia americana, proprio come quella protagonista di Blackwater, e lo farò presto.
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