I classici che sogno di leggere e quelli che continuo a rimandare

Non sono una lettrice assidua dei classici e non credo nemmeno che, per essere un “vero” lettore, sia necessario leggerli tutti. Alcuni mi hanno lasciata indifferente, altri mi sono piaciuti moltissimo. Uno, addirittura, è diventato il mio libro del cuore: “Furore” di John Steinbeck. Però, il capolavoro dello scrittore americano potrebbe non essere troppo datato per essere considerato un classico, per alcuni.

Allora rilancio con titoli come “Frankenstein” e “Notre-Dame de Paris.” Spero siano “vecchi” abbastanza. E non posso certo dimenticare le sorelle Bronte, cupe e tristi, con i loro personaggi femminili che non so se amare o odiare. Ma, lo ammetto, non leggo molto classici, spesso perché faccio fatica a immedesimarmi nella storia oppure nel linguaggio. È semplicemente il tipo di letture verso cui torno meno spesso.Ho in mente di colmare questa lacuna, senza fretta.

Come? Con la mia lista (infinita) di classici. Stavolta, mi limito a pochi titoli, spero ben selezionati. E ci tengo a fare una precisazione: non ho nulla contro i classici che mi intimidiscono. Sono sicura che siano titoli validi e belli. Però, penso che non siano quelli giusti per me. Alzo le mani, vostro onore, vengo in pace.

I classici che sogno di leggere

  • Via col vento di Margaret Mitchell: sono curiosa di scoprire come questo romanzo, spesso definito come una storia romantica, sia altro. Un romanzo storico, ma anche triste, pieno di sfumature. E un mattone, come quelli che piacciono a me. Penso di fare un tentativo con l’audiolibro letto da Anna Della Rosa, che ha una durata (a velocità x1) di ben 48 ore e 26 minuti.
  • Odissea di Omero: non per il film di Nolan (che non penso di vedere), ma per la versione “liberata” pubblicata da Blackie Edizioni. Più facile da leggere per me, penso sarebbe il compromesso ideale per scoprire una storia di cui ho sempre sentito parlare, soprattutto durante il mio anno al liceo classico, senza davvero capire.
  • I Buddenbrook di Thomas Mann: é la seconda occasione che voglio dare allo scrittore tedesco, dopo non essere riuscita a finire “La montagna incantata.” Questo libro promette decadenza e delirio, due delle mie parole preferite in letteratura.
  • Anime morte di Nikolaj Gogol: solo la premesse e il titolo di questo romanzo valgono la pena. Questa storia promette pazzia e stranezze. Non potrei chiedere di meglio.
  • Canne al vento di Grazia Deledda: un viaggio in una Sardegna che non perdona e che non dimentica. Ma quello che non possiamo dimenticare é che la Deledda ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1926.
  • Anna Karenina di Leo Tolstoy: sì, questo è l’unico romanzo russo che mi sento di includere nella mia lista. Per qualche motivo mi sembra quello più affine ai miei gusti e non solo perché è un mattone.

Se anche tu sei curioso di capire perché questo romanzo è considerato un capolavoro, ti consiglio questo episodio del podcast di Daria Bignardi. Mi ha fatto venire ancora più voglia di leggerlo.

I classici che mi intimidiscono

Quelli che, probabilmente, non leggerò nei prossimi 20 anni

  • Gita al faro di Virginia Woolf: solo le parole “flusso di coscienza” mi spaventano. Ho detto abbastanza?
  • Il richiamo della foresta di Jack London: questo romanzo entra in lista perché sono una codarda, non per meriti (o demeriti) della storia. Se gli animali sono i protagonisti, me ne tengo alla larga.
  • Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov: forse sto imbrogliando ma, dopo aver letto le prime pagine di questo romanzo, l’ho abbandonato senza rimpianti. Non ho fretta di riprovarci.
  • Siddharta di Herman Hesse: per qualche motivo non chiama la mia attenzione.

Prima o poi qualcuno di questi libri finirà sul mio comodino o nelle mie cuffie, durante una bella passeggiata. Gli altri continueranno a guardarmi dagli scaffali della libreria, aspettando tempi migliori.

Qual’é il classico che vorresti leggere? E quello che non ti attira?

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6 pensieri riguardo “I classici che sogno di leggere e quelli che continuo a rimandare

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  1. Ti consiglio assolutamente Virginia Woolf, mi aveva catturato fino all’ultima riga. Meravigliosa, ovviamente, anche l’Odissea. Non ho però letto l’edizione a cui ti riferisci.
    Per il resto, onestamente ho un po’ di timore per la letteratura russa, non so perché 🫣

    1. E chi non ha paura dei russi? Woolf mi interessa ma ho paura che il suo stile non faccia per me, non amo i romanzi introspettivi o con flussi di coscienza.

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