Lascio che siano le parole dei due protagonisti a descrivere questo romanzo pazzo:
“Sono in uno show televisivo alieno.”
“I gatti non sparano raggi laser dagli occhi, ma eccoci qui, Carl.”
Tutto chiaro, vero? Quando l’apocalisse si abbatte sulla Terra, i sopravvissuti sono milioni, ma sono comunque pochi. Tra questi ci sono Carl e la gatta Princess Donut che, quando gli alieni hanno deciso di prendere la terra, si trovavano fuori dal loro appartamento, in una notte fredda di gennaio. Donut sul ramo di un albero e Carl sotto, senza pantaloni e scarpe, cercando di prenderla. Cercando di prendere quella gatta elegante e da sfilata, vincitrice di premi di bellezza, felina della sua fidanzata Bea che, purtroppo non é sopravvissuta alla fine del mondo.
In un gioco spietato, gli umani sono invitati a entrare nel Dungeon sotterraneo, diviso in 16 livelli, creato come un videogioco con sfide, punti da guadagnare, mostri da combattere e premi da riscuotere. É un gioco crudele, dove i cattivi sono reali e dove la pena é la morte.
Carl e Princess Donut si muovono in questa nuova realtà, trovando ricompense come torce, manuali di magia, boxer bianchi con i cuoricini rossi, croccantini per gatti e esplosivi. Un messaggio sarcastico degli alieni accompagna i giocatori del Dungeon che si trovano ad affrontare non solo goblin e strani yeti, ma anche altri esseri umani, spesso più spietati dei personaggi del “gioco.”
Ma, più la storia prosegue, più è chiaro che ogni personaggio che Carl e Donut incontrano è a suo modo intrappolato nel Dungeon. Dentro quel mondo di corridoi bui, safe room che profumano di curry e rovine della Terra, sono tutti prigionieri. E, se i due protagonisti stanno affrontando i mostri del Dungeon, i mostri a loro volta stanno affrontando i burattinai che muovono le fila, che si divertono con i like e i follow, con gli show televisivi simili e Temptation Island.
Nel suo essere un romanzo assurdo e divertente, pieno di humor e sarcasmo, il primo libro della saga Dungeon Crawler racconta la storia di una galassia cattiva e spietata, pronta a tutto per sfruttare le risorse di altri pianeti e per distrarre chi guarda. Tutto questo suona familiare, vero? Un’entità forte e subdola, che lascia una scia di morte e di devastazione. E gli altri, quelli che non contano e i senza voce, non possono fare altro che sopravvivere. Panem et circenses, come dicevano gli antichi Romani.
La storia di Dinniman sfugge da ogni etichetta e genere. Ridurre Dungeon Crawler Carl alla fantascienza sarebbe ingiusto. È fantasy, distopia, satira sociale e perfino commedia. È senza dubbio divertente ma basta fermarsi a leggere e rileggere alcune frasi e passaggi per rendersi conto che lo scrittore americano immagina una realtà credibile, anche per chi non crede negli alieni.
Ho scoperto questa storia grazie agli audiolibri e credo sia uno dei rari casi in cui il formato aggiunge qualcosa all’esperienza. La versione di Audible, narrata a più voci, sembra una serie TV da ascoltare durante una passeggiata. Quando sono arrivata alla fine, l’unica cosa che volevo era iniziare il secondo volume.
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