Diario di lettura #11: quando niente va come dovrebbe

Sono in un momento in cui nessun libro sembra prendermi davvero, in cui non riesco a finirne uno nemmeno con tutta la buona volontà. Dopo aver terminato il romance Icebreaker di Hannah Grace (una lettura scorrevole e piacevole), ho iniziato a leggere Le streghe di Eastwick di John Updike e, dopo 150 pagine, non sono cosa pensare. L’ho iniziato con l’obiettivo di alternare letture “leggere” a letture più “intense,” ma mi sembra che questi termini siano molto relativi. Forse ho ancora bisogno di storie che mi portino lontano, senza dovermi concentrare su ogni parola o evento.

Vorrei essere una che legge romanzi russi, che li sottolinea e li annota. In realtà, sono una lettrice lunatica, che segue istinto e umore per scegliere una storia. Caro John Updike, poteva andare meglio. Per fortuna, sul comodino non mi mancano libri da leggere, magari continuo la saga Off-Campus di Elle Kennedy, che mi sembra innocua e scorrevole. L’altro giorno, ho visto un lettore che diceva di praticare la Regola delle 100 pagine. Cioè, se dopo 100 pagine un libro gli sta piacendo, lo molla. Dovrei provare a praticarla anch’io, che ne dici?

In cartaceo

  • Il libro sul comodino, ma ancora per poco: Le streghe di Eastwick di John Updike.
  • Pensieri sparsi: a parte che un capitolo dura 150 pagine, il che (secondo me) rende la lettura densa di eventi, di fili da collegare e di momenti che rimangono ferme a pagine tre. Ma c’é anche il fatto che, dopo queste 150 pagine, non ho idea di dove la storia voglia andare a parare, se sia una satira o se devo veramente credere che le tre protagoniste femminili (a volte tanto simili da essere facili da confondere) abbiano poteri magici. Amo i libri con streghe e magia, quindi non ci vedrei nulla di male. Però, questo libro mi sembra pieno di idee, tante idee, troppe, che sembrano essere buttate lì a caso. Ho messo Le streghe di Eastwick ufficialmente in pausa, magari lasciandolo fermentare ne esce qualcosa di buono.

La citazione

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”, J.D. Salinger.

In audiolibro

  • Per le passeggiate nella campagna torrida: anche in questo caso, siamo a corto di titoli.
  • Pensieri sparsi: sarà che non sto facendo tante passeggiate come qualche settimana fa, sarà che non trovo la storia giusta. Non so cosa sia, ma in questa settimana non ho iniziato nessun audiolibro. Ne ho scaricati molti, ma mi sono ritrovata ad ascoltare i miei podcast di true crime preferiti, Casefile in cima a tutti, seguito da True Crime Obsessed (TCO). Se, per i libri cartacei, ho optato per la Regola delle 100 pagine, penso che per gli audiolibri opterò per la Regola dei 30 minuti. Dovrebbero essere sufficienti, no? I miei audiolibri preferiti mi hanno rapita in meno di 10 minuti.

Storie che mi incuriosiscono

📚 Sto ancora aspettando che, dalla biblioteca, arrivi Fox di Joyce Caroll Oates in lingua originale. Io e la Oates non abbiamo la relazione più facile del mondo, ma è anche vero che ho sempre letto i suoi libri in italiano. Comunque, anche lei avrà solo 100 pagine per convincermi.

🎧 Tra i tanti titoli che ho scaricato, quelli che mi incuriosiscono di più sono tre. Uno é il fantasy La stagione delle ossa di Samantha Shannon, poi c’é Cavalli selvaggi di McCarthy (il primo della sua famosa Trilogia della frontiera) e infine Wildfire di Hannah Grace, il secondo della sua trilogia romance. Come al solito, uno più diverso dell’altro.

💬 E ora: tu cosa stai leggendo?

Ti invito a scoprire la mia serie Cronache di un’estate italiana: un grande mistero per un piccolo paese di provincia.

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