Riti di morte di Alicia G. Bartlett, donne al comando e relazioni scombussolate

Cercavo un poliziesco non troppo intricato, una storia semplice da seguire ma con personaggi divertenti. Ed ecco “Riti di morte” di Alicia Giménez-Bartlett, il primo libro di una serie dedicato all’ispettrice Petra Delicado e al suo vice, Fermín Garzón. Qui non ci sono detective con intuizioni geniali, poliziotti dal passato ombroso e violento e nemmeno investigatori che sembrano criminali. Questo libro della scrittrice spagnola Bartlett racconta un’indagine in cui i veri protagonisti non sono gli indizi, ma i dettagli umani. Il romanzo d’esordio della serie dedicata a Petra Delicado allontana subito l’idea del solito poliziesco cupo e meccanico, per lasciare spazio a un’analisi psicologica brillante, ironica e senza fronzoli.

La trama si sviluppa a Barcellona attorno a un caso spinoso: una serie di stupri ai danni di giovani donne, accomunate dell’età ma anche dalla classe sociale. Sono giovani donne lavoratrici, che vengono da quartieri poveri, con famiglie opportuniste. Fragili, sia fuori che dentro. A guidare l’indagine, perché non c’è nessun altro disponibile, c’è l’ispettrice Petra Delicado, una donna dal carattere spigoloso che è stata “parcheggiata” per anni negli archivi.

Al suo fianco viene assegnato il viceispettore Fermín Garzón, un uomo vecchio stampo, lento e apparentemente pieno di pregiudizi, soprattutto di una donna al comando. La loro è fin da subito una relazione scombinata e scombussolata: sono l’antitesi l’uno dell’altra, due mondi che si scontrano a ogni passo. Eppure, proprio attraverso i loro dialoghi serrati e le loro colazioni piene di frecciate, la narrazione trova il suo ritmo migliore.

Il vero fulcro del romanzo è il tema delle donne in posizioni di potere. Petra incarna perfettamente la figura di chi non ha alcuna paura di comandare, di farsi sentire e di imporre la propria autorità in un ambiente fortemente maschilista come quello della polizia. Non cerca l’approvazione di nessuno, men che meno quella di Garzón. Questa sua determinazione costringe il suo vice, inizialmente spiazzato, a rivedere le proprie posizioni e a sviluppare un rispetto profondo per la sua superiore. La scrittura di Giménez-Bartlett usa il pretesto del genere giallo per mettere a nudo i rapporti di forza tra uomo e donna, senza mai fare sconti.

In questo giallo, senza violenza gratuita, convivono la tematica brutale degli stupri con un’ottima commedia di costume, con momenti che fanno sorridere. “Riti di morte” è un’opera intelligente, ricca di sfumature umane, che non delude le aspettative di chi cerca una buona narrazione senza rinunciare allo spessore emotivo dei protagonisti. Con dialoghi ironici e errori, seguiamo Petra nel suo primo vero caso da investigatrice, una protagonista femminile forte, che esercita il potere senza timori o compromessi.

A tratti l’investigazione può sembrare lenta: prometto che la risoluzione finale vale la lettura. Non sarà Sherlock, ma va bene così. Sarà interessante seguire l’evoluzione di questa strana coppia nei capitoli successivi, disponibili anche in versione audiolibro per chi ama le storie narrate.

Ti piacciono i polizieschi?

Un altro giallo imperdibile

2 pensieri riguardo “Riti di morte di Alicia G. Bartlett, donne al comando e relazioni scombussolate

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  1. A me piace molto questa autrice, sia nella serie con protagonista Petra e Garzón, che in altre opere. Le ho dedicato anch’io dei post. Non sono una grande lettrice di gialli ma questi li apprezzo proprio per tutte le caratteristiche che hai ben messo in luce. Tra l’altro, dopo avere visto la serie tv con Paola Cortellesi e Andrea Pennacchi, sono ancora più affascinata dai personaggi.

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