La figlia ideale di Almudena Grandes: la Spagna dei sopravvissuti

Il titolo originale di questo romanzo spagnolo é: La Madre de Frankenstein. É un titolo ancora più azzeccato di quello italiano, perché la protagonista di questa storia, Donna Aurora, é una sorta di scienziata pazza. Sicuramente, é una pazza, anche se il termine non piace al suo medico, lo psichiatra German Velazquez.

Questo romanzo della Grandes si sviluppa tra gli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta, quando la Spagna era ancora sotto il giogo della dittatura di Franco. L’autrice spagnola descrive la vita in un paese distrutto dalla guerra, dai sospetti e dai pregiudizi. É sempre la Spagna franchista, quella che uccide gli oppositori, ancorata alla religione cattolica e chiusa al resto del mondo. Tra le strade di Madrid e nei campi del paesino di Ciempozuelos, anche la luce é diversa: pallida e timida, si nasconde come si nascondono gli spagnoli.

Il manicomio femminile dove é stata rinchiusa Donna Aurora rappresenta in tutto e per tutto la nuova societá spagnola, é la “miniatura patologica di un paese malato,” come scrive la Grandes. Tra i suoi corridoi illuminati da luci al neon ci sono donne dimenticate dalle famiglie facoltose, che vivono in suite, e poi ci sono le ultime, quelle che non hanno nemmeno un centesimo, che dividono camerate e tavoli da pranzo scomodi. Gli uomini sono le figure di potere, mentre le donne non possono che essere suore o infermiere. Oppure le donne sono le internate, sedate fino all’apatia, silenziate dal dolore invisibile della malattia mentale.

Qui, in questo luogo dove si può solo andare a morire, si incontrano i destini dei principali protagonisti, che sono anche le tre voci narranti di “La figlia ideale“: la paranoica Donna Aurora, l’ingenuo German e l’insicura infermiera ausiliaria Maria. German, dopo anni passati in Svizzera, torna in Spagna per iniziare la sperimentazione di un nuovo farmaco nel manicomio femminile e scoprirá presto che, come gli ripetono tutti, “la Spagna non é la Svizzera.”

Il sapore dello zabaione

Ogni personaggio é, in qualche modo, in trappola. Donna Aurora é rinchiusa nel manicomio da decenni, dopo aver ucciso la figlia Hildegart. German é intrappolato nella sua ignoranza, nel non capire un paese che non é più il suo. Maria é intrappolata dalle aspettative della societá, che la vuole povera, docile ed obbediente, mentre il medico Eduardo nasconde la sua sessualitá e la sua tristezza dietro sorrisi e battute.

C’é poi la famiglia che ha accolto German dopo la sua fuga dalla Spagna. Una famiglia ebrea nella Germania di Hitler, che per un soffio é sfuggita ai nazisti rifugiandosi in Svizzera. Questa é la seconda storyline del romanzo della Grandes e, anche qui, i personaggi sono costretti a vivere in un mondo che non riconoscono e che non li vuole. In ogni parte del libro é chiaro: se vivi in una dittatura, nulla é più dolce come lo zucchero. Ed il sapore dello zabaione, il dolce preferito di German, é solo un ricordo. Per sopravvivere, serve nascondersi.

La maggior parte degli spagnoli é rassegnata. Ce le hanno suonate forte, cosí forte che molti si accontentano di non prendere più altre botte. E gli altri rischiano tutti i giorni perché, anche se viviamo in un cimitero, alcuni di non sono ancora vivi.

L’ereditá di Almudena Grandes

La scrittrice spagnola é morta nel 2021, dopo aver pubblicato più di 12 romanzi. Una studiosa di storia, in particolar modo di quella spagnola, era lei a fare le ricerche per le sue storie, meticolose ed attente. Il romanzo “La figlia ideale” é stato l’ultimo pubblicato mentre era in vita (nel 2020), quando la Grandes ha anche rilasciato le sue ultime interviste. A volte, quando un autore mi appassiona, cerco le sue parole per capire meglio le sue storie. In ogni intervista, l’autrice racconta la sua passione per la scrittura e per la memoria.

É difficile trovare autori che raccontino il loro paese senza filtri, il bene ed il male, il bello e il brutto. Ancora più raro é trovare romanzi che non ruotino intorno a una storia d’amore, ma che raccontino personaggi diversi e che, in questo caso, lo facciano con tre voci diverse. Tutte con le loro peculiaritá e con il loro carattere: anche questa é la bellezza di “La figlia ideale.” E l’ereditá della Grandes, che é riuscita a raccontare solo una parte della Spagna di Franco, decenni che sono tuttora ammantati dal mistero. Come diceva la Grandes..

Sopravvivere è la vittoria più ammirevole, più umana, più degna che esista. I miei personaggi preferiti sono i sopravvissuti, quelli che riescono a sopravvivere con dignità


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5 pensieri riguardo “La figlia ideale di Almudena Grandes: la Spagna dei sopravvissuti

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    1. È solo il secondo della Grandes che leggo (e il mio preferito tra i due) ma sicuramente leggerò altri suoi libri quest’anno. 💛📚 Tu cosa hai letto di suo?

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