Diario di lettura #17: il topo di campagna va in città

In questo caso, io sono il topo di campagna, una campagna friulana ancora umida, nonostante la pioggia delle ultime ore. E sono sempre io quella che è andata in città per tre giorni di cibo asiatico, grattacieli luminosi e partite di Premier Padel. Tutte cose che, nel mio piccolo paesino dove non c’è nemmeno un’osteria, mi mancano. In poche parole: sono reduce da un lungo fine settimana a Milano. Ovviamente, nel mio piccolo paesino con una chiesa e un mulino abbandonato, non ci sono nemmeno librerie, ancora meno book crossing.

Potevo non fermarmi da Libraccio o da Feltrinelli? Dopo tanto ruminare, ho scelto Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, un’autrice che non conosco, nella sua versione originale. Dopo aver ripreso a leggere in inglese grazie a Fox di Joyce Carol Oates, sono contenta di continuare con i libri in lingua originale, che faccio molta fatica a trovare nella biblioteca locale.

Le ore in treno mi hanno permesso di finire anche l’audiolibro di Lolita di Nabokov e non mi mancano le cose da dire, come sempre. Per ora, posso solo anticipare che Via col vento rimane il mio classico preferito.

In cartaceo

  • Il libro sul comodino: Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans.
  • Pensieri sparsi: per me, questo libro è un SÌ. La protagonista, la donna che ama scrivere lettere a tutti e in tutto il mondo, si sta lentamente rivelando e, mentre lei scopre chi è in realtà, noi siamo lì con lei. Ad ogni frase che scrive e che non invia, a ogni ricordo che vuole reprimere, con una semplice riga della penna nera. E scopriamo che una donna di quasi 80 anni, separata e con i figli grandi e lontani, è più di una donna che ama il giardinaggio e le passeggiate al fiume. Molte cose di sé stessa, Sybil non le sa e, quelle più brutte, le tiene chiuse in un cassetto profondo della sua anima, dove chiude anche il suo lutto e i suoi sentimenti.

In audiolibro

  • Per il mio tragitto casa-lavoro: Trilogia della città di K. di Ágota Kristóf.
  • Pensieri sparsi: ho iniziato questa storia stamattina, quindi non posso dire molto. Se non che, dopo meno di un’ora, sono perplessa e angosciata, forse disgustata? Insomma, la Kristóf sembra aver scritto un libro horror, perfetto per quando torno a casa con il freddo e il buoi. E che l’audiolibro, narrato da Matteo Alì, è letto in modo magistrale.

E ora: tu cosa stai leggendo?


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