Diario di lettura #16: il mio primo romanzo russo

Dopo essermelo portato in giro per settimane, ieri ho terminato la lettura di I Lázár di Nelio Biedermann. Se non sembro troppo entusiasta è perché non lo sono. Per me, questo libro (definito da molti come un “fenomeno”) é un nì. Sicuramente è una storia avvincente e interessante, piena di potenziale per un romanzo d’esordio. Ma ci sono alcuni elementi che non mi hanno convinta fino in fondo. Quali? Te lo dico venerdì, nella mia recensioni dedicata.

Invece, posso dire che Cavalli selvaggi di Cormac McCarthy non mi è piaciuto. Lo dico con un misto di tristezza e di sorpresa e con tanta delusione. L’audiolibro è sicuramente narrato bene dalla voce di Gianluca Izzo. Nemmeno la sua voce profonda e l’accento spagnolo hanno saputo rialzare le sorti di una storia che mi ha annoiato, che è un romanzo di formazione, non certo un libro western. Ma a me non interessava leggere un romanzo di formazione, dato che non sono una grande amante del genere. Il mio preferito rimane Tattoo di Earl Thompson, a cui non mancano gli elementi cupi. Quindi, posso già dirlo: non ho fretta di terminare la Trilogia della Frontiera di McCarthy. Probabilmente, non la finirò mai.

Meglio passare a nuove letture.

In cartaceo

  • Il libro sul comodino: Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans.
  • Pensieri sparsi: questo libro (nella sua versione in inglese, con una bellissima copertina) mi stava guardando da qualche settimana dalla mia piccola libreria, aspettando il suo turno. E il suo turno è arrivato, dopo averne sentito parlare per tutta l’estate. Si tratta di un romanzo epistolare (un battesimo per me), per questo ero scettica ad iniziarlo. Ma, dopo appena alcune pagine, direi che mi sta piacendo e quasi quasi scrivo anch’io una bella lettera, una da inviare oppure no. Proprio come la cara Sybil, una donna di 73 anni che vive solo in una grande casa ricca ed elegante e che cerca nelle lettere un modo per restare aggrappata al resto del mondo.

In audiolibro

  • Per il mio tragitto casa-lavoro: Lolita di Vladimir Nabokov.
  • Pensieri sparsi: questo classico ha forse bisogno di introduzioni? È uno dei titoli più dibattuti e divisivi della letteratura russa, con fazioni che lo amano e altre che lo odiano. È sicuramente il libro più menzionato nel romanzo Fox di Joyce Carol Oates, che parla a sua volta di un predatore. Infine, Lolita è anche il primo libro di un autore russo che leggo con coscienza, volendo farlo senza sentirmi obbligata. L’audiolibro mi sta piacendo molto (ho già superato la seconda parte) e la storia mi sta sorprendendo. Dire che non è quello che mi aspettavo sarebbe eufemismo.

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E ora: tu cosa stai leggendo?


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