Avevo 13 anni quando Stephanie Meyer ha pubblicato il primo libro della famosa saga sul soprannaturale e sull’amore adolescenziale. Ero un adolescente anch’io, lasciavo bigliettini pieni di cuori alla mia prima, vera cotta e gli sorridevo dall’ultimo banco della 2B.
Avevo 16 anni quando é uscito il primo film ispirato dai romanzi della Meyer, con lo statuario Robert Pattinson. Mentre Edward e Bella si innamoravano, io stavo vivendo il mio primo amore, quello totalizzante, quello che pensi che sarà per sempre.
Non ho avuto il tempo per andare al cinema: ero occupata a credere a promesse che lui avrebbe infranto dopo anni insieme.
Nel frattempo la saga della Meyer è continuata senza di me. Mentre io crescevo e mi sposavo (non con la prima cotta e nemmeno con il primo amore), Edward e Bella sono rimasti fermi nel loro mondo di segreti, sangue e passione.
Io, sposata da otto anni, ho deciso di prendere in mano “Twilight” per la prima volta in vita mia. Ho pure osato: ho scelto l‘audiolibro italiano letto da Martina Levato perché volevo una storia leggera per le mie passeggiate estive, qualcosa che non mi facesse pensare. Ed eccomi qua, al momento fatidico: vuoi continuare l’ascolto? Mi chiede l’app, suggerendomi “New moon,” il secondo libro della saga della Meyer.
Il mio dito scorre sullo schermo..
Edward, dobbiamo parlare
Con mia sorpresa, la mia parte preferita del romanzo é Bella, la giovane che si ritrova nella città più piovosa di America con un padre che lei chiama con il nome proprio e un pickup che definire vintage sarebbe un complimento.
Mi sarebbe piaciuto avere un’amica come lei. Un’amante dei libri, sarcastica, che odia fare educazione fisica e che sa cucinare. Mi piace anche che, quando conosce Edward, la giovane umana non si faccia intimidire. Bella sa quello che vuole e non importa se quello che vuole é un vampiro che luccica sotto il sole come se fosse pieno di glitter.
Invece, di Edward farei volentieri a meno. Certo, alle superiori mi sarebbe piaciuto avere un ragazzo del genere da guardare, durante la ricreazione. Non un Robert Pattinson (non è il mio tipo), ma un bel ragazzo alto, con i capelli ramati e gli occhi neri. Ma solo da guardare, perché non avrei sopportato una lagna come Edward. Cambia idea, non cambia idea, vuole Bella, ma non la vuole. Le racconta il suo segreto e poi la tiene a distanza. Si avvicina e la torna a cacciare via. Insomma, per tutto il libro, Edward fa il duro, gioca al gatto e al topo con la povera umana.
Ed è qua che “Twilight” mi ha delusa. Tutto il tira e molla e l’indecisione mi hanno infastidita. All’ennesimo “non possiamo stare insieme perché sono un vampiro” di Edward, avrei che, almeno una volta, Bella avesse risposto “hai rotto.”
Certo, nessuno ha mai scritto una canzone per me per poi suonarla al pianoforte, rapito dalla melodia e dai miei dolci occhi innamorati. E nessuno mi ha mai preso in spalla per farmi volare tra un bosco verde e fitto. Se avessi trovato anch’io il mio vampiro, magari avrei sopportato Edward con più pazienza. Gli va bene, al belloccio.
Il mio dito scorre sullo schermo..
Continua.
“Mi sentivo intrappolata come in uno di quegli incubi terrificanti in cui, per quanto corri e corri, finché i polmoni non ti scoppiano, non sei mai abbastanza veloce,” narra la voce di Martina Levato.
Parlando di vampiri..
Se ti piace l’atmosfera di Gaia Cozy Nook, continua a seguire il blog anche fuori da WordPress.
Rispondi