Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe di Grady Hendrix, tra sangue e satira sociale

Una storia di vampiri, spietata e divertente allo stesso tempo. Impossibile? Non se sei Grady Hendrix che, nel suo romanzo “Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe,” rende l’impossibile, credibile. Lo scrittore americano prende un “mostro” con i denti aguzzi e lo catapulta nella noiosa quotidianità degli anni Novanta, tra villette a schiera e mariti distratti. Il titolo leggero, quasi scherzoso, può ingannare i lettori. Questo non é un libro horror all’acqua di rose, una commedia fatta solo per intrattenere. Quando la narrazione lo richiede, il sangue scorre in modo realistico, grafico e profondamente disturbante. Violento.

Le protagoniste di questa storia di Hendrix sono un gruppo di casalinghe del Sud degli Stati Uniti. Sono le donne che nessuno ascolta, relegate al ruolo di madri e mogli perfette. Quelle che escono in giardino in grembiule e bigodini, che parlano con il gatto e che fanno una lavatrice al giorno. L’unica loro evasione dalla routine familiare è un club del libro segreto, dove leggono e analizzano storie di serial killer reali. Ed è proprio questa loro passione a salvarle. Quando nel quartiere arriva un vicino affascinante e misterioso, e alcuni bambini iniziano a scomparire, la protagonista Patricia è l’unica a sospettare la verità. Forte delle sue letture sui mostri reali, capisce che il nuovo arrivato è un predatore sovrannaturale.

Però, il vero orrore del libro non sono le zanne del vampiro. È l’atteggiamento dei mariti e delle autorità locali. Gli uomini sono sempre pronti a sminuire, ignorare e colpevolizzare le casalinghe, nonché loro mogli. Le trattano costantemente come persone annoiate, isteriche e facilmente suggestionabili dai libri che leggono. Contro questo muro di discredito sociale, l’unica arma che resta a queste donne è la loro solidarietà. Un legame d’acciaio che le porterà a farsi giustizia da sole.

Inoltre, Hendrix usa la figura del vampiro per fare una satira affilata sul perbenismo della classe media. Il mostro riesce ad agire indisturbato perché sceglie di colpire deliberatamente gli ultimi della società, facendo leva sul classismo e sul razzismo sistemico radicati nella comunità. È una denuncia sociale potente, che dà alla storia uno spessore del tutto inaspettato. Non posso fare a meno di chiedermi che piega avrebbe preso la storia se fosse stata ambientata oggi, nell’era dei social media. Sicuramente, l’indifferenza e il discredito verso queste donne avrebbero trovato canali ancora più spietati.

Lo consiglio a chi: cerca un horror con un forte sotto testo sociale e senza tabù, lontano dai cliché romantici moderni. E a chi ama i racconti di solidarietà femminile contro tutto e tutti.

Ti piacciono i libri sui vampiri? Ti dico un segreto: non ho mai letto “Twilight.”


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