Giorno da cani di Alicia G. Bartlett, la coppia di poliziotti più scombinata di Barcellona

Dopo aver adorato “Riti di morte,” l’esordio di questa serie poliziesca spagnola, non ho saputo resistere e mi sono fiondata sul secondo capitolo dedicato alle indagini dell’ispettrice Petra Delicado e del suo vice, Fermín Garzón. Cercavo la stessa boccata d’aria fresca del primo libro, quella capacità unica della Bartlett di imbastire una storia semplice senza perdersi in trame cervellotiche o investigatori tormentati. E “Giorno da cani” ha confermato tutte le mie aspettative, anche nella sua versione in audiolibro, che consiglio a chi ama le storie narrate con cura.

La trama di questo romanzo della Bartlett si sviluppa nei bassifondi di una Barcellona senza turisti. La storia parte dal brutale pestaggio di un barbone che muore in ospedale senza riprendere conoscenza. L’unico vero testimone del crimine è un meticcio malconcio di nome Spavento, che Petra decide di accogliere in casa sua, non dopo aver svaligiato un negozio per animali. Quello che all’inizio sembra un banale caso di marginalità sociale si trasforma presto in un’indagine complessa che scava nei sordidi commerci clandestini del mondo canino. Quello che le serie americane chiamerebbero John Doe, risulta essere un trafficante e ladro di cani.

Il fulcro e la vera forza della narrazione rimangono, ancora una volta, i dettagli umani e l’evoluzione della strana coppia di poliziotti che, in questo secondo romanzo, scoprono una vita amorosa piccante e spiazzante. Se nel primo libro Petra e Fermín incarnavano lo scontro frontale tra due mondi opposti, in “Giorno da cani” la loro relazione scombinata trova un equilibrio splendido.

I dialoghi serrati sono infarciti di un’ironia irresistibile e le colazioni al bar si trasformano in veri e propri siparietti di costume. Petra si conferma una protagonista femminile forte e spigolosa, mentre il vecchio Garzón mette gradualmente da parte i suoi iniziali pregiudizi patriarcali, mostrando un lato sentimentale inaspettato.

La scrittura di Giménez-Bartlett scorre via senza fronzoli, alternando la crudezza dell’indagine a momenti di squisita commedia. I due poliziotti non procedono per intuizioni geniali, ma per tentativi ed errori, commettendo sbagli umani che li portano a frequentare campi d’addestramento, canili e veterinari affascinanti, complicando anche la loro caotica vita privata.

A tratti l’andamento della storia può apparire lento o privo di colpi di scena hollywoodiani, ma è proprio questo il bello: l’autrice usa il pretesto del genere giallo per analizzare le solitudini metropolitane. Proprio come per “Riti di morte,” l’indagine scorre lenta, tra errori e mal di testa, momenti divertenti e frustranti. Una storia lenta ma, come per il primo libro, il finale vale la lettura.

Ci vuole pazienza, con Petra Delicado. Se cerchi azione pura, questo non é il libro giusto per te. Se cercate spessore emotivo e risate intelligenti, lo adorerai.


Un altro audiolibro imperdibile

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