Un mestolo di ragù, una spruzzata di farina

Sa preparare la marmellata di kiwi fatta in casa, la confettura delle more selvatiche e la passata densa, con i pomodori rossi dell’orto di casa. Fa la pasta frolla per la crostata, l’impasto per il pane di segale e le linguine fatte in casa, con farina integrale, rustiche e lunghe. Conosce a memoria la ricetta per il plumcake alla carota e per il frico, che prepara grattugiando etti di formaggio Montasio e tagliando fine fine la cipolla, dolce e rosolata. La dispensa della cucina é piena di farine di ogni tipo e colore, vasi di vetro pieni (e anche vuoti) e decorazioni per le torte. In un solo scomparto ci sono gocce di cacao amaro, confetti colorati, chicchi di caffè ricoperti e scaglie di cocco.

Quando é una bella giornata di sole, prepara gli gnocchi. Inizia subito dopo colazione, armandosi di farina, uova e grembiule. Con la radio sempre sintonizzata su Radio 2, inizia ad impastare ed ha le dita appiccicose, l’impasto che si attacca al piano di lavoro, la farina che si espande dappertutto come una nuvola bianca. Ai suoi piedi, tra le ciabatte lilla, il gatto nero la guarda, speranzoso. Ha già mangiato tre pugni di crocchette, ma il suo naso ha fiutato la carne macinata che lei ha appena tirato fuori dal frigo.

Mentre l’impasto riposa, mette a soffriggere aglio e cipolla tagliata fine, con una bella cascata di olio extra vergine d’oliva. Mette la pentola a fuoco basso e lento, intanto va in giardino. Con il gatto che la segue come un’ombra, raccoglie dei rametti di rosmarino e timo, delle foglie di salvia. Le sue mani profumano d’estate, di Mediterraneo.

É ora di aggiungere la carne macinata e le piante aromatiche al soffritto, mentre il gatto spera nelle briciole. La carne sfrigola e il grasso inizia a sciogliersi. Il profumo di aglio riempie la cucina mentre il gatto, rassegnato, si accomoda sulla sedia, con una visuale diretta e senza ostacoli alla pentola. Ora, inizia a fare gli gnocchi, tagliando prima lunghe file di impasto per poi dividerle in gnocchi. Alcuni sono piccoli rettangoli, altri hanno gli angoli rotondi. Tutti sono ricoperti da una pioggia di farina, che si infila in ogni anfratto e che sembra attaccarsi al pavimento e alle pareti.

Gli gnocchi sono pronti, ora deve aggiungere la passata di pomodoro alla carne. É la passata che ha preparato l’anno scorso, dopo aver raccolto chili di pomodori dall’orto, pomodori che sono cresciuti di ogni dimensione e colore. In ogni vasetto ha aggiunto delle foglie di basilico che, l’anno scorso, é stranamente cresciuto rigoglioso e alto nell’orto. Ogni primavera, prende delle piantine di basilico dall’agraria e se, dopo qualche settimana sono ancora belle verdi, le pianta nell’orto. Si sporca le mani nella terra umida, sperando che il basilico cresca. Ha fortuna con pomodori, lattuga e cipolle, ma il basilico é sempre un’incognita. Un anno, muore ancora nel vaso, un altro, cresce alto come un arbusto. L’anno scorso é stato un anno fortunato ed é anche riuscita a preparare dei vasetti di pesto.

Apre la passata di pomodoro e ne prende un goccio con un cucchiaio. La prova sulla punta della lingua: é buona. La aggiunge alla carne, tutto il vaso, un goccio di brodo e chiude tutto con un coperchio. Abbassa di nuovo la fiamma e mette a bollire un bel pentolone d’acqua, con un pugnetto di sale grosso. Mette i primi gnocchi in un piatto, mentre sente la sigla del giornale radio. Odia le notizie e cambia stazione. Si ferma su Radio Italia, che sta passando una delle sue canzoni preferite.

E mi fa piangere e sospirare
Così celeste, she’s my baby
E mi fa ridere, bestemmiare
E brucia il fuoco, she’s my baby
Lei mi fa vivere e accende il giorno
Così celeste, she’s my baby
Come un pianeta che mi gira intorno
E brucia il fuoco, she’s my baby

L’acqua bolle. Getta gli gnocchi e aspetta che salgano per pescarli. Intanto, inizia a grattugiare il Grana Padano che ha preso al mercato del martedì e il gatto rizza le orecchie. Nella teglia, mette una bella manciata di formaggio, getta gli gnocchi pronti e poi un mestolo di ragù. Va avanti così fino agli ultimi gnocchi, che vengono ricoperti da un’ultima, generosa manciata di Grana. Il gatto la chiama, svegliato dal profumo. In una scodella gli mette un mestolo di ragù e, con lo sguardo, gli dice di mantenere il segreto.

Mette in tavola la teglia di gnocchi e un vaso con un mazzo di narcisi che ha raccolto dal giardino. Con la finestra aperta, sente la Vespa gialla del marito da lontano e vede il suo riflesso appena parcheggia sul vialetto. Lo guarda togliersi il casco, una cascata di capelli ricci e brizzolati sulle spalle. Sorride, ricordando i riccioli d’oro della sua gioventù. Dal vialetto, lui sente l’odore di ragú e vede la sagoma della moglie, che indossa ancora il grembiule. Sorride, ricordandosi la giovane che non sapeva nemmeno fare una frittata. Ne hanno fatta di strada, insieme.

Scopri un’altra storia di nostalgia e amore.

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