La cittá dei vivi: quando le apparenze ingannano

Marco e Manuel, come due vampiri, sentono di avere i giorni contati perché sta arrivando l’alba.

Dire che questo é un podcast sull’omicidio di Luca Varani nel 2016 sarebbe riduttivo. Questa é la storia dei suoi assassini, Manuel Foffo e Marco Prato, e delle loro famiglie, distrutte da una tragedia che non avrá mai una spiegazione. Ed é il racconto di Roma, una cittá che, nel racconto del narratore Nicola Lagioia, ha due lati. Una é la Roma della notte, con identitá che si mescolano e che nasconde misteri e segreti oscuri. Poi c’é la Roma di giorno, quella che vive al sole, che é capace di atti di gioia e di gentilezza.

Tra le sue strade ed i suoi vicoli si muovono i tre giovani protagonisti di questa storia, le cui vite cambiano per sempre il 4 marzo 2016.

Chiamatelo destino, se vi va

Nessuno é chi desidera essere. Questo sembra essere il filo conduttore delle vite di Manuel, Marco e Luca. Tutti vorrebbero essere qualcun’altro e poter cambiare la propria vita. Manuel e Luca sono due ragazzi che vengono da famiglie di ceto medio, che devono lavorare per tirare avanti e che sognano una vita agiata, di lussi. E poi c’é Marco, un PR famoso della capitale, che a volte diventa Sara, un’alterego femminile sottomesso e silenzioso. La sua sessualitá confusa sará uno dei temi dell’indagine e sicuramente uno dei temi più succosi per i media nazionali.

I destini dei tre si incrociano in un appartamento di via Igino Giordani, un altro protagonista del podcast “La cittá dei vivi,” dove Manuel vive da solo. Al civico numero 2, la Roma oscura prende vita. Foffo e Prato sono in un trip indotto da droghe e alcol che dura da giorni, che li porta a fare conversazioni che, nella Roma sotto il sole, non avrebbero mai il coraggio di fare. Luca arriva al momento sbagliato, ignaro di quello che troverá nell’appartamento: due ragazzi senza freni e senza paura. Anzi, ad accogliere Luca in quella notte di marzo c’é anche Sara, con i tacchi alti e le unghie laccate.

Non vi racconto l’omicidio, perché preferisco che sia la voce di Nicola Lagioia a farlo, oppure potete scoprire tutti i dettagli macabri con una veloce ricerca su Google. Io preferisco raccontarvi perché questo é un altro podcast true crime che vale la pena ascoltare, proprio come il podcast Dove nessuno guarda: Il caso Elisa Claps.

Una storia oltre la violenza ed il sangue

Ormai, la cronaca nera potrebbe essere definita “cronaca rosso sangue.” Più dettagli macabri ci sono, meglio é. Più fa rabbrividire e più vende. La vittima é spesso dimenticata, cosí come lo sono le famiglie colpite dal reato. In questo podcast, tutti hanno un’identitá e uno spazio, dall’innocente Luca Varani fino alla cittá di Roma. C’é spazio per il padre di Foffo, distrutto ancora dal dolore e dal rimpianto, e per un appartamento che é rimasto intatto da quella notte del 2016. Tutti hanno dignitá, anche i colpevoli. C’é spazio per raccontare una cittá complicata, dolce e spietata allo stesso tempo, e per parlare del carcere in Italia, fatto per distruggere la persona.

Questa non é solo la storia di un omicidio senza movente: é un podcast che cerca di racontare come siamo arrivati a questo punto. E come l’apparenza inganni. Tutti i protagonisti di “La cittá dei vivi” si nascondono dietro ed un sorriso e non rivelano mai chi sono davvero. Forse perché hanno paura di chi sono davvero, forse perché vogliono cambiare. Invece di accettarsi, cercano una via d’uscita. Ma la vita non é cosí facile.

Lo sapevate? “La cittá dei vivi” é anche un libro, edito da Einaudi, per chi preferisce la carta al podcast!

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