Siamo nella California degli anni ’80, quella idealizzata dai film e dalle serie TV. Una Malibu ricca, viziata, perennemente baciata dal sole e accarezzata dal mare. Siamo a pochi passi da Hollywood, con tutto il suo luccichio ingannevole e le sue bugie. Questa è la West Coast senza freni, satura di droghe, alcol e segreti. Una terra che brucia, sia dentro che fuori, dove gli incendi boschivi e gli eccessi dello show business sono all’ordine del giorno. È la Malibu dei sogni che si avverano e dei cuori che si spezzano. È qui che prende vita l’intenso romanzo di Taylor Jenkins Reid.
Fama o amore: l’eterno dilemma di Hollywood
Al centro della trama c’è la storia di quattro fratelli costretti a crescere troppo in fretta, abbandonati dal padre (il famosissimo e vanesio cantante Mick Riva) e segnati da una madre, June, incapace di sopravvivere al proprio dolore. La loro vicenda si consuma nel glamour più sfrenato di Malibu, una città dove le modelle sfilano sui marciapiedi, gli attori sniffano nei bagni dei locali e i registi lanciano piatti durante i litigi nei ristoranti. Il vero duello del libro è quello tra celebrità e sentimenti autentici, tra il successo personale e i legami familiari. Una scelta che non è mai ovvia.
Non lo è di certo per i personaggi della Reid, che spesso finiscono per perdersi nello scintillio dei riflettori e nella promessa di un’esistenza dorata che si rivela essere solo una splendida finzione. I nodi vengono al pettine durante una festa leggendaria e sfarzosa, organizzata in una villa lussuosa su una scogliera a picco sull’oceano. Tra decorazioni costose, musica a tutto volume e una jacuzzi piena di bolle, nuove coppie si incontrano, vecchi rancori esplodono e il passato torna a chiedere il conto. Per i quattro fratelli (Nina, Jay, Hud e Kit) tutto cambierà in una sola notte, mentre il mondo intorno a loro inizia letteralmente a bruciare. Più le fiamme salgono alte nel cielo della California, più i dolori del passato sembrano svanire insieme alla cenere.
Una terra che respira
I motivi per cui ho amato questo libro sono le sue descrizioni incredibilmente vivide e la caratterizzazione di personaggi così profondamente diversi tra loro. C’è sempre una figura in cui immedesimarsi, qualcuno di cui si condividono le ferite, le esperienze o le scelte di vita.
Ma l’aspetto che mi ha affascinata di più è come la California stessa sia stata tratteggiata come un’entità viva, una forza della natura impossibile da arginare che respira attraverso le pagine. L’autrice ne fotografa la bellezza mozzafiato delle spiagge e dei tramonti rossi come il fuoco, ma non dimentica la sua controparte distruttiva: quel fuoco reale che divora le terre aride e gli alberi alti, spingendosi fino alle rive dell’oceano. Ma d’altronde lo sappiamo: è proprio dalle fiamme che rinasce la fenice, ancora più bella e feroce di prima.
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