In questa settimana ho continuato la mia lettura di “Tattoo” di Earl Thompson e sono arrivata alla terza parte della storia di Jack. Questo romanzo mi ha chiamato come un magnete fin da quando ho visto l’immagine della copertina online. Un’immagine semplice, un in bianco e nero, di un bel ragazzo con una sigaretta in bocca. Nella penombra, si intravedono dei tatuaggi e dei baffetti che sono appena una peluria. Perso nei suoi pensieri, il ragazzo non si accorgerà quando la cenere inizierà a cadere sul pavimento.
I critici hanno definito questa storia com un grande romanzo di formazione proletario, che ritrae gli emarginati e i dimenticati. Io non voglio aggiungere etichette, ma posso dire che é un romanzo cupo, proprio come piace a me, degno della migliore narrativa americana.
Per la mia lettura in audiolibro, dopo vari tentativi andati a monte, ho deciso di ascoltare “Un romanzo russo” di Emmanuel Carrère, uno degli autori contemporanei più amati. Narrato dalla voce di Graziano Piazza, è il terzo libro dello scrittore francese che leggo, come prequel al suo recente “Kolchoz,” che mi incuriosisce molto.
In cartaceo
- Il libro sul comodino: Tattoo di Earl Thomposon.
- Pensieri sparsi: Jack é un bambino che gioca a fare il grande e che vede nell’esercito la sua unica via d’uscita da una vita fatta di povertà e crimine. Mentre lui a 15 anni si sente grande, gli altri agli occhi degli altri (in particolare delle donne), Jack rimane un bambino. Un bambino che dovrebbe essere a casa con i genitori e non a giocare a fare la guerra dall’altra parte del mondo.
In audiolibro
- Per le passeggiate al mare: “Un romanzo russo” di Carrère, che ha una premessa interessante. Eccolo a te, lettore, l’ultimo prigioniero della Seconda Guerra Mondiale.
- Pensieri sparsi: se il Carrère distaccato e logico del libro “L’avversario” mi aveva lasciato con l’amaro in bocca, questo libro mi ha catturato, probabilmente perché è più personale e vulnerabile.
Il frammento
Spero che parlare russo mi renda libero.
Storie che mi incuriosiscono
📚 “Io che non ho conosciuto gli uomini” di Jacqueline Harpman: la storia di 39 donne tenute prigioniere in una cella sotterranea da guardie silenziose e violente, senza alcuna memoria del loro passato.
🎧 “Gli anni della leggerezza” di Elizabeth Jane Howard: il primo titolo della sua apprezzo faga familiare dedicata ai Cazalet. Con un nuovo libro in uscita, questo potrebbe essere il momento giusto per scoprire i libri della Howard.
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