Dopo aver esplorato i confini spietati del Messico con Arriaga, la mia passione per le storie di Frontiera mi ha spinta ancora più a nord, tra le cime innevate del Montana. È così che sono arrivata a La legge di Yellowstone di Callan Wink, un autore che non conoscevo ma che è stato una vera e propria rivelazione.
Non ho saputo resistere a questo libro che ha in copertina un moderno cowboy appoggiato al suo pickup, in una terra desolata. E pensare che, in questo romanzo, non ci sono nemmeno i cavalli. Anzi, i due fratelli protagonisti (Hazen e Thad) odiano cavalcare.
Il vero fulcro di questo libro, la cosa che mi ha fatta letteralmente innamorare, è come viene raccontata la natura. Non è un semplice sfondo o una cartolina da inviare alla nonna. Nel libro di Wink c’è un’attenzione sensoriale incredibile: mentre leggi ti sembra quasi di sentire l’odore della terra bagnata dalla pioggia, il profumo del legno appena tagliato in segheria e il freddo della neve che ti inzuppa i vestiti. Il cambio delle stagioni detta proprio il ritmo di tutta la storia.
L’inverno rigido del Montana congela le vite dei protagonisti, li isola e li costringe a fare i conti con la solitudine, mentre la primavera arriva a scombinare di nuovo le carte. Questa natura così maestosa e indifferente entra sotto la pelle dei personaggi e decide i loro umori e i loro silenzi. Non per nulla, l’autore é una guida di pesca sul fiume di Yellowstone. Se non conosce lui il paesaggio freddo e innevato, inospitale, allora chi?
Due fratelli e una complicità scombinata
Al centro di questo mondo ci sono due fratelli poco più che ventenni, Thad e Hazen, rimasti soli in una casa che cade a pezzi dopo la morte del padre. Per pagare i debiti si barcamenano come possono, finché non si fanno tentare dal bracconaggio a Yellowstone per rubare palchi d’alce. Thad è la testa, quello razionale, mentre Hazen è puro istinto, un talento con il fucile ma sempre pronto a cacciarsi nei guai. Sono l’antitesi l’uno dell’altra, eppure la loro è una relazione scombinata e bellissima. Nei loro dialoghi scarni ed essenziali si respira un’incomunicabilità generazionale pesante, tipica di chi è cresciuto a pane e fatica e non sa come comunicare le proprie paure. Eppure, proprio in quei silenzi, trovi un rispetto e una fedeltà commoventi.
Finché un evento non cambia tutto, smuovendo qualcosa che é sempre rimasto sotto la superficie, come se intrappolato sotto il ghiaccio di un inverno che continua per sempre.
Nel mondo di montagne senza tracce umane, fiumi che scorrono rapidi e alci con palchi enormi, la vitta scorre senza fretta, come lo scandire delle stagioni. Per i due fratelli, la vita scorre tra errori e momenti frustranti, tra cose non dette, in un lutto che Thad non sa scrollarsi di dosso. E il ritorno di una madre assente con i suoi frullati verdi e una storia da raccontare. La risoluzione finale vale assolutamente la lettura. Ci vuole pazienza, ma se cerchi una narrazione intelligente, ricca di sfumature umane e con un’atmosfera che ti rimarrà dentro a lungo, questo è il libro giusto.
Ci furono lacrime e colpi di tosse, lacrime e muco che colava, e fu sul punto di scoppiare a ridere perché era passato così tanto tempo che piangere gli riusciva malissimo.
Mi ispira!
Messo nella lista desideri del sito dove acquisto! 😁😁😁
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Fammi sapere quando lo leggi! ☺️
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Sarà fatto! Agli ordini capo! 🫡😄
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