Lo ammetto: non sono brava a seguire una TBR (to be read), cioè una lista dei libri da leggere. Per questo, non la faccio quasi mai. Però, ci sono dei libri che vorrei leggere in questo nuovo anno. O, almeno, vorrei provarci. Se poi manterrò queste promesse, lo vedremo più avanti. Dopo non aver mantenuto quelle che mi ero prefissata per il 2025, magari questa volta faccio meglio.
Ecco i 5 titoli che vorrei leggere nel 2026
- Un classico che voglio leggere: “Moby Dick” di Herman Melville. Ne ho sentito parlare tanto, tantissimo, come tutto voi. È arrivato il momento di farmi un’opinione tutta mia.
- La nuova uscita che non voglio perdermi: ho iniziato a leggere più libri su ambiente e natura, quindi nella mia lista non può mancare “Io e la lepre “di Chloe Dalton, sulla connessione tra l’autrice e una giovane lepre selvaggia.
- Un libro per conoscere un nuovo autore/autrice: “Weyward” di Emilia Hart perché, che ci crediate o meno, non ho mai letto nessun libro di questa scrittrice. E direi che iniziare dalle streghe fa proprio al caso mio.
- Un libro fuori dalla mia comfort zone: “Congo” di David Van Reybrouck racconta la storia di questo paese africano, fondamentale negli equilibri del nostro passato, presente e futuro. Come dimostra il podcast che vi consiglio su Spotify.
- Una serie da iniziare: “L’ufficio degli affari occulti” di Eric Fouassier, una saga francese che unisce esoterismo e scienza. E che, molto probabilmente, leggerò in audiolibro.
Sicuramente qualche libro di Walter Mosley.
Non ho mai letto i suoi libri, ti viene in mente un titolo in particolare?
“Un bacio alla cannella” è un libro magnifico. E non è affatto sdolcinato, anche se il titolo fa presupporre il contrario. Anche quest’altro libro (non di Walter Mosley) è davvero stupendo: https://wwayne.wordpress.com/2024/05/18/io-e-tommaso/. L’hai letto?
No, me li segno entrambi!
Ottima decisione! Grazie per la chiacchierata (piacevole come sempre! 🙂
“Moby Dick” è una lettura complessa ma importantissima. Io in questo 2026 voglio provare per l’ennesima volta a leggere il capolavoro “Infinite Jest” di David Foster Wallace che da anni “giace” sul mio comodino ma temo che anche quest’anno abbandoneò l’impresa data la sua difficoltà di scrittura.
Ho quasi finito “Moby Dick” in audiolibro. Mi sta piacendo anche se ammetto di aver saltato alcune pagine, quelle che sembrano un trattato sulla baleneria. E penso che “Infinite Jest” non faccia per me.
Moby Dick è molto impegnativo, come tutti i grandi romanzi dell’Ottocento è prolisso e ha parti noiose, per cui bisogna aver pazienza in alcune parti, ma l’opera nel suo complesso è importante. Ho letto anche Congo, ormai più di dieci anni fa: è anche questo un libro che richiede molto impegno, ma se si vuol conoscere la storia di quel grande paese è davvero indispensabile. La parte finale mi colpì molto perché dipingeva il Congo come un paese che sotto molto aspetti era ben più moderno e avanzato di quanto la gente europea non credesse; però è un’opera che risale a parecchio tempo fa e non so se l’ottimismo che la pervade nella parte conclusiva sia ancora attuale. E ho letto pure Infinite Jest… anche questo un bel malloppo, difficile da seguire, però molto illuminante, nel suo esasperare alcune caratteristiche della società americana dei tempi in cui Wallace l’ha scritto, metteva veramente a fuoco i problemi reali, dalle dipendenze, alla questione ambientale, al potere dei media…e menomale che Wallace non ha conosciuto i social!
Ho appena finito l’audiolibro di Moby Dick e, dopo aver saltato le parti che sembrano un trattato, la storia mi é piaciuta, ma non posso dire sia il mio classico preferito. “Congo” non vedo l’ora di leggerlo, ma so che mi ci vorrá concentrazione, soprattutto perché non sono abituata a letture di quel genere. E, onestamente, Jest non é nella mia TBR perché sento che non fa per me.