La Torre d’Avorio: un thriller a tratti inverosimile

Quando ho letto la trama di questo libro ho subito pensato: questo fa per me. Una donna chiusa in un ospedale psichiatrico, un omicidio da risolvere e un passato pieno di dolore. Un thriller, ma con un tocco di pazzia che non ci sta male. Però, ci sono alcune parti di questo libro che mi hanno delusa perchè mi sono sembrate troppo inverosimili, dettagli a cui ho fatto fatica a credere.

Cosa ha funzionato per me

Mara, Moira, Beatrice, Maria Grazie e Fiamma: tutte con un passato difficile, tutte con una detenzione all’ospedale psichiatrico e amiche per la vita. Come i tre moschettieri, solo che sono in cinque e sono donne, diverse tra loro ma che condividono il ricordo di quello che hanno fatto e una promessa: esserci sempre, anche dopo l’ospedale. Esserci sempre una per l’altra, nel bene e nel male. Un patto all’ultimo sangue o all’ultima goccia di veleno, dato il tema del libro.

La trama la trovate online, per cui non ve la racconto. Quello che vi racconto è quello che ha funzionato. Per me, l’inizio è una vera bomba, un mistero thriller da risolvere con una donna, Mara, che ha deciso di rinchiudersi in casa, per punirsi per quello che ha fatto alla sua famiglia. Un uomo che non conosce, morto al piano di sopra e un corriere che l’aiuta a scappare, calandosi dal terrazzo. Poteva iniziare meglio? La storia continua con le cinque amiche che si ritrovano, aiutano Mara e lo fanno perchè hanno un trauma condiviso.

Avevano inventato quel gesto, il loro gesto, fronte contro fronte, mente contro mente, follia contro follia. E adesso era tutto molto bello e tutto molto sbagliato.

Cosa non ha funzionato

Non voglio fare spoiler, ma chi ha già letto il libro mi capirà. Tra i tanti personaggi di “La torre d’avorio,” uno non mi ha convinto: Jerry. Mi è sembrato improbabile che queste donne conoscano un uomo ricco, con un arsenale in casa, una villa blindata, telecamere di sicurezza di ultima generazione e un bunker con provviste per due settimane. So che personaggi del genere esistono nella vita reale, ma in un romanzo thriller, Jerry non mi ha convinto. Tra le tante persone, giusto Fiamma lo conosce e giusto Mara finisce a casa sua, quando ha bisogno di un rifugio. Quali sono le probabilità? Forse è più probabile che io vinca la Lotteria o un viaggio alle Maldive in uno di quei concorsi di Instagram.

Altrettanto improbabile mi è parsa la spiegazione di chi volesse incastrare Mara, come e perchè. Cercando ancora di non fare spoiler, sembra una coincidenza troppo comoda che Nino abbia conosciuto le persone giuste al momento giusto per realizzare il piano. Davvero fortunato. Un piano che era già discutibile all’inizio, ma che poi (secondo me) è solo peggiorato.

Ho trovato troppe coincidenze in questo libro della Barbato ed è per questo che non mi ha convinta. Se devo essere sincera, mi aspettavo un libro diverso. Mi sarebbe piaciuto che la storia si concentrasse di più sulla vita delle cinque amiche nell’ospedale psichiatrico, invece di menzionarla e basta. E mi sarebbe piaciuto che il ruolo della figlia di Mara, Clara, fosse più prominente, senza tutte quelle “interferenze.”

Voi avete letto “La torre d’avorio”? Cosa ne pensate?

Ti piace la narrativa italiana? Non perdere nemmeno una recensione!

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