Libri che sanno emozionare: Anima di Wajdi Mouawad

Ci sono libri che lasciano impronte indelebili e, in alcuni casi, cicatrici nell’anima di chi legge. Per me, uno di questi libri è “Anima” di Wajdi Mouawad, un libro pubblicato nel 2015 da Fazi Editore, ma che ho letto solo nel 2024. 

Il dettaglio che rende unico questo libro è che ogni capitolo è scritto dal punto di vista di un animale. Un uccello che guarda il protagonista correre, un cane che lo incontra mentre piange o un’ape che lo segue lungo un fiume. Sono gli animali a raccontare questa storia che inizia con l’omicidio brutale di una donna. È suo marito a partire alla ricerca dell’assassino, quando la polizia non fa nulla per risolvere il caso. È lui che si avventura per riserve indiane, boschi freddi e autostrade affollate in una caccia all’uomo all’ultimo sangue. 

Ogni animale ha una storia da raccontare e vede l’uomo, distrutto dal dolore, per quello che è: un animale come loro, sofferente e stanco. Sofferente non solo perchè la moglie è stata uccisa, ma anche perchè il suo passato da bambino in Libano è nebuloso. Gli manca un pezzo del puzzle della sua vita e, piano piano, troverà le risposte che stava cercando, svelando un segreto tragico ed intriso di sangue. 

Con gli occhi e le voci degli animali, le storie diventano vere ed oneste. La natura non fa sconti agli umani che la stanno distruggendo e che la maltrattano con gare clandestine di cani o schiacciandoli sotto gli stivali. 

È un libro crudo, cupo e grafico. Questo è anche un libro che fa riflettere e che emoziona, che a volte fa sorridere, a volte fa piangere. È un libro che mi ha scossa e che ho trovato inquietante in alcuni punti, tanto che il capitolo che ha come narratore i cavalli (chi di voi l’ha letto sa di cosa parlo) ho dovuto saltarlo.

Non ho dubbi che (ri)leggerò “Anima” prima o poi. Ora che so cosa aspettarmi, spero di essere pronta alla rilettura.

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