La mia lettura più deludente del 2024: Le Schegge di Bret Easton Ellis

Mi ricordo ancora la prima volta che ho visto “Le Schegge” di Bret Easton Ellis. Ero a Milano per le vacanze di Natale e il libro era uscito da appena qualche settimana. Era nel tavolo delle Novità della libreria, impossibile non vederlo con la sua copertina rossa con occhi che ti fissavano. Ricordo di averlo preso in mano, di aver letto la trama e di aver pensato che doveva essere proprio intrigante. Tre mesi dopo, l’ho preso in biblioteca. E ci sono rimasta malissimo.

Un thriller adrenalinico 

È iniziato tutto bene. “Le Schegge” è partito come un thriller intenso, con personaggi cupi, snob viziati e un osservatore cinico e sarcastico. I personaggi principali sono un gruppo di adolescenti ricchi che frequentano una scuola privata di elite, la Buckley School, chiusa al resto del mondo, lontana dalle strade povere ed affollate di Los Angeles. Sono adolescenti insicuri, depressi e repressi, che si nascondono dietro auto di lusso, vestiti sfavillanti e droghe per non mostrare che, in fondo, sono esseri umani. 

Questa è la California ricca degli anni Ottanta, quando lo Stato americano era riconosciuto come l’ottava economia più forte del mondo. Sono anni di successo e sviluppo, con famiglie che si nascondono dietro le loro mansioni e giovani che vogliono ribellarsi, ma non davvero. Vogliono essere tutti alternativi e questo rende il personaggio di Bret una calamita. Più taciturno e meno appariscente, Bret riesce ad entrare nel gruppo dei più popolari della scuola indossando una maschera. Ha un ruolo da interpretre e lo interpreta come un attore di Hollywood. 

Fin qua, tutto bene. Meglio ancora quando il libro ha preso una piega ancora più dark e thriller e sono arrivate le prime vittime, tutti studenti della Buckley. Verso il finale, il libro acquista ancora più forza ed è impossibile metterlo giù. Chi è il colpevole? Chi è il vero Bret?

E poi, il nulla. 

Un giallo senza colpevole

Quando ho girato l’ultima pagina, non ci potevo credere. Mi aspettavo un finale con il botto, con i fuochi artificiali, e invece è una pernacchia. Nessun colpevole, nessuna risposta finale, nessun ultimo atto di adrenalina. Dopo pagine e pagine a caccia di un assassino e di liti tra i personaggi, il vuoto. Per me è stato come leggere un libro di Agatha Christie senza sapere chi è il colpevole: inconcepibile. 

Ogni giallo che si rispetti ha un finale, una risoluzione, ma non “Le Schegge.” Il libro di Ellis rimane sospeso nel nulla, un rompicapo senza soluzione. Ormai l’avete capito: questo finale mi ha davvero dato fastidio perchè non l’ho capito. È come se Ellis avesse iniziato a scrivere il libro e poi si fosse stufato, scrivendo un ultimo capitolo per fare contento l’editor e non per i suoi lettori. 

Un libro con un finale così si merita il mio premio di “Miglior delusione letteraria del 2024.”

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Quale libro vi ha deluso di più in questo 2024? Condividetelo nei commenti! 

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