Lo ammetto fin da subito, senza troppi fronzoli: quando un libro viene pompato con recensioni a cinque stelle ovunque e un adattamento cinematografico già firmato con Anne Hathaway prima ancora dell’uscita, io divento scettica. Penso sempre al solito fuoco di paglia o a un’operazione di marketing hollywoodiana. Incuriosita dal passaparola, non ho saputo resistere e mi sono fiondata sulla versione audiolibro in lingua inglese.
La verità? Sono rimasta totalmente, deliziosamente sorpresa. Questo romanzo d’esordio della scrittrice statunitense Caro Claire Burke è stata una rivelazione a cui stavo per rinunciare.
La storia del romanzo Yesteryear ruota attorno a Natalie Mills, una famosissima influencer americana da milioni di follower, paladina del movimento delle “Tradwives” (le mogli tradizionali). Online, Natalie vende un ideale di purezza bucolica irresistibile: impasta pane con il lievito madre, accudisce una marea di bambini splendidi e si fa stringere da un marito cowboy in una splendida fattoria isolata.
Una cartolina vintage perfetta fatta di filtri di Instagram e di inquadrature ordinate. Peccato che, dietro l’obiettivo dello smartphone, si nasconda un universo di ipocrisia, falsità e perfezione millimetrica sorretto da baby sitter, staff e agenzie di produzione.
La vera genialità del libro scatta quando Natalie, una mattina, si sveglia e scopre che il suo castello di carte, costruito con attenzione, ogni dettaglio controllato, è crollato. L’influencer, madre e moglie si trova nel 1855, nella Frontiera cruda, sporca e violenta del diciannovesimo secolo, senza elettricità, senza social media e senza diritti. Senza una voce.
L’ipocrisia della perfezione e una trama speculare
Il vero fulcro di Yesteryear non è il viaggio nel tempo in sé, ma l’analisi psicologica brutale ed elettrizzante sulla recita della femminilità e sul costo emotivo del fingersi perfetti. Natalie non è un personaggio facile con cui empatizzare, tutt’altro: è egoista, calcolatrice e piena di pregiudizi verso chiunque non condivida il suo stile di vita. Eppure, vederla scontrarsi con la realtà brutale del lavoro manuale estenuante e delle malattie fa male e affascina allo stesso tempo.
La Burke usa il pretesto del genere fantastico e satirico per mettere a nudo le nostre solitudini metropolitane e il bisogno ossessivo di approvazione. Ma la cosa migliore in assoluto è la struttura della trama: proprio come nella vita di Natalie, in questo libro nulla è come sembra. La narrazione si sviluppa per tentativi ed errori della protagonista, accumulando una tensione claustrofobica spaventosa, come essere intrappolati sotto il ghiaccio di una bugia colossale.
Ci vuole un pizzico di pazienza all’inizio per entrare nel ritmo della voce di Natalie, ma prometto che la risoluzione finale vale assolutamente ogni singolo minuto d’ascolto o di lettura. Questo libro é una bomba strutturata in modo intelligente, con un finale geniale che ribalta completamente la prospettiva e vi lascerà sotto shock. Menzione d’onore alla performance della narratrice nell’audiolibri in inglese, che ha saputo dare alle sfumature umane e alla sottile commedia nera del testo un ritmo pazzesco, rendendo l’esperienza super immersiva.
Segnati questo titolo: quando arriverà in Italia all’inizio del 2027 ne parleranno tutti.
Ammetto che dalla tua intro ho pensato “oh mio Dio… no ti prego…”. E invece la recensione mi è piaciuta e mi hai messo anche una giusta dose di curiosità. Andrò a vedere sul mio sito prediletto se c’è il libro e me lo metto nel carrello…
E siamo a due…
Tra te e Tamiris mi manderete in bancarotta di ‘sto passo… 🤣
Vi farò pagare la nuova libreria che sarò obbligata a prendere! 🤣
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